Come fare un Pupino: tutorial

Chi sa parlar bene li chiama doudou, ma a me piace chiamarli Pupini. Mia nonna le bambole le chiama Pupe. E queste sono bamboline piccole, tenere, buffe, adatte alle manine dei più piccoli. Devo dire però che riscuotono successo anche presso i bimbi più grandi e non solo. Ne o fatti per persone che custodiscono il loro bimbo interiore in un corpo “anagraficamente” cresciuto. 🙂

Per festeggiare i nuovi traguardi della mia pagina Facebook, voglio condividere con tutti la soddisfazione di realizzare il proprio Pupino. E’ molto semplice, non servono grandi conoscenze di cucito. Seguite il link e troverete quel che cercate. Tutorial Pupino

Di seguito, i cartamodelli: Pupino 2 Pupino_cartamodello

A chi vuole proverci, però, chiedo un solo, piccolo favore. Una foto di ciò che nasce sulla mia pagina: https://www.facebook.com/MiRaccontiUnaBambola

Per gioire con voi e per vedere i fratellini o cuginetti dei miei Pupini sparsi per il mondo. Grazie a tutti per essere qui con me a condividere la passione per le cose piccole, semplici e belle della vita. Piccole, semplici e belle, come un sorriso.

 

 

Annunci

La ferita nascosta

DSCN1428

Come ognuno di noi, anche le bambole portano con sé, ben nascosta, una ferita. La loro è sempre nella testa, ben coperta dai capelli. La questione può sembrare che abbia aspetti esclusivamente pratici, ma non è così semplice. Non so se lo sapete, ma la testa di una bambola è composta da due parti: il sottotesta e “la pelle”. Una volta data la forma alla testa grazie a tanta bella lana profumata, a un sottile tubo di garza e a lunghi fili di lino molto resistenti, si prepara una specie di tasca con il jersey color pelle e si infila il sottotesta lì dentro. In una tasca chiusa in basso e aperta in alto. L’apertura, naturalmente deve essere cucita. Logico, no? Eppure no! Qualcosa mi sfugge, se no non sarei qui a quest’ora di notta a scrivere un post su questo argomento.

Il “cranio di lana” che va dentro, grosso modo, è sempre lo stesso, la tasca viene creata apposta per contenere quel sottotesta eppure, ogni volta, nonostante il numero e la qualità dei fattori rimanga invariato, il risultato cambia. Sempre. Una volta cucita la tasca, la chiusura, la sutura, la cicatrice è sempre diversa. Non c’è una bambola che abbia una chiusura uguale a un’altra. Specifico: non sono io che decido questa forma. La stoffa, naturalmente, non deve fare pieghe sulla faccia e per ottenere questo risultato devo assolutamente seguire il suo andamento. Assecondarla. Alcune hanno scelto una chiusura in tutto e per tutto simile alla “fontanella” dei neonati. Altre, invece, hanno preferito cuciture più lunghe e articolate, ampie, frastagliate come la linea di una scogliera sull’Oceano. I capelli coprono tutto, naturalmente, e questa ferita che nasce insieme alla bambola rimane nascosta. Come tutte le ferite importanti, quelle che nascono con noi o che ci fanno nascere nuovi in qualche aspetto. Quelle che determinano un cambiamento, quelle che popolano i ricordi e i pensieri notturni. Quelle che lasciamo respirare nelle giornate di vento col mare che si agita e spumeggia nei nostri occhi. Quelle là. Ognuno ha le sue. E le custodisce sotto qualcosa, spero (come le mie bambole) sotto qualcosa di morbido e colorato, che tiene caldo e fa passare il male. Per crescere. Senza dover troppo soffrire.

Il colore segreto

Da dove si comincia, quando si decide di fare una bambola? La scelta  più facile è quella di cominciare dal corpo, così poi si modella la testa con le giuste proporzioni. Ma la scelta più facile quasi mai è quella che ha più senso. La testa è la prima cosa che si comincia a formare nell’embrione, la testa è la prima parte del nostro corpo che prende la spinta per crescere. E così faccio anche io, tutto comincia dalla testa, è lì dentro che si cattura l’essenza della bambola. E’ lì che si sprigiona la sua energia particolare.

Abbiamo capito qual è l’inizio. Ma la testa, da dove si comincia? Da un segreto. Al centro della testa c’è un gomitolino di lana, un nocciolo duro, la radice che la collega al bambino. Il colore di questa lana è la luce che mettiamo dentro la bambola, l’augurio, la strada sulla quale immettiamo la piccola creatura nel mondo. La prima cosa da scegliere è il colore di questo gomitolo segreto.

La luce e il candore del bianco.

Il calore del rosso.

L’energia spirituale dell’arancione.

La calma fresca dell’azzurro.

La gioia speranzosa del verde.

Questo segreto determina la spinta della bambola nella sua specifica direzione. Ne determina l’espressione. Ne calibra la forza. Se il grembiule della bambolaia è lo scudo, il colore segreto è la lancia. Così equipaggite, le bamboline sono pronte ad affrontare il mondo. Accanto al bimbo che viene loro affidato.

Come nasce una bambola

Volete vedere passo dopo passo come nasce una bambola? Sì? Allora sono qui per accontentarvi! 🙂

Io comincio sempre dal sottotesta. La testa guida tutto il resto. Il modo in cui la testa si forma, determina l’espressione della bambola, l’impressione che darà. Si parte dalla lana, da un sottile tubo di garza e da filo di lino forte per legature.

DSCN1427

Un volta formato il sottotesta, si passa alla “pelle”. Si tagliano e si cuciono le diverse parti del corpo: il tronco con le gambe, le braccia e il viso.

DSCN1428

A questo punto, si volta tutto sul dritto, si imbottisce e si assembla, facendo attenzione che la “consistenza” sia giusta e le braccia non siano storte.

DSCN1430

Vedete che le ho ricamato il viso. Eh sì! Si usa proprio quell’ago gigante che vedete sul tavolo! I bambini non devono mai, assolutamente mai, assistere a questa operazione. 🙂 E’ l’ora di passare ai capelli!

DSCN1446

I capelli vengono cuciti UNO AD UNO! Eh sì! Avete capito bene. E la testa deve essere bella piena, non deve vedersi assolutamente la cute! 🙂 E dopo trucco e parrucco, si passa senza dubbio alla parte più frivola… i vestiti! E qui la fantasia può sbizzarrirsi! 🙂

DSCN1463

Et voila! La bambola è finita! Pronta per abbracciare la sua mamma! Ecco una mia bambola, in pratica. Il viaggio è finito.  Spero che per voi sia stato istruttivo…. e divertente! 🙂